Archivi del mese: dicembre 2013

venerdì 20 dicembre Ponte Monumentale

LOCANDINA1

 LOCANDINA1  PDF

LOCANDINA1(SOLO TESTO) pdf

Annunci

Lascia un commento

Archiviato in MATERIALI, new

COMUNICATO STAMPA – Venerdì 20 al sacrario dei caduti per la libertà

ostinato_rigore

COMUNICATO STAMPA

Genova. Venerdi 20 dicembre alle ore 17,30 via XX Settembre – Ponte Monumentale

Presidio con deposizione fiori presso il sacrario dei caduti per la lotta di Liberazione.

Il comitato a difesa della Costituzione, Arci, Anpi, Lista Doria Cgil, Cisl, Uil, Pd, Giuristi democratici, Rifondazione comunista, Sel, AUSER e tante altre associazioni invitano i cittadini ad unirsi a loro venerdì 20 dicembre alle ore 17,30 per deporre un fiore in ricordo dei caduti per la lotta di Liberazione per respingere la violenza e ribadire con forza la necessità di portare avanti i valori di libertà, democrazia e giustizia sociale.

Le forze e le componenti democratiche e progressiste genovesi hanno assistito in queste giornate al crescendo di provocazioni da parte dei manifestanti con profonda inquietudine: condividiamo il malessere generalizzato e lottiamo ogni giorno per esprimere le difficoltà delle persone ma non possiamo che dissentire su tutta la linea per toni, scopi e strumenti utilizzati dai manifestanti.

La preoccupazione per la violazione delle comuni regole di convivenza, per l’identità di chi si cela dietro ai “forconi”, si unisce alla massima solidarietà verso i problemi delle persone che scendono in piazza: anche noi siamo dalla parte di pensionati, studenti, disoccupati, immigrati, famiglie e persone in difficoltà.

Noi intendiamo parteggiare per le manifestazioni civili, che rispettano la legalità e che hanno riguardo della democrazia e dello spirito costruttivo a cui siamo chiamati come cittadini. La soluzione ai problemi del Paese non passa dal disconoscimento delle Istituzioni, ma  dalla partecipazione democratica, dal coinvolgimento nella cosa pubblica e nell’integrazione: è su questo terreno che intendiamo condurre il nostro impegno civile e politico.

Chiediamo a tutte le forze democratiche e rispettose dei principi costituzionali e delle regole che ci siamo dati, che condividano con noi ideali e battaglie o che siano nostri rivali in politica, di presidiare i principi cardine della nostra Repubblica e della nostra convivenza civile.

Lascia un commento

Archiviato in documenti, eventi, new

Il Presidente Nazionale dell’ANPI sulla risoluzione del Governo di non modificare l’art. 138:

Smuraglia-ANPIIl Presidente Nazionale dell’ANPI sulla risoluzione del Governo di non modificare l’art. 138:

Siamo lieti che alla fine – anche se non troppo spontaneamente – abbia prevalso il buon senso, ma mantengo serie perplessità sulle quali ritengo necessaria un’approfondita riflessione da parte di tutti

Prendo atto della rinuncia da parte del Governo all’iniziativa di modifica dell’art. 138 della Costituzione, che avevamo giudicato molto severamente e criticamente.

Conosciamo tutti le ragioni vere di tale decisione, ma siamo lieti che alla fine – anche se non troppo spontaneamente – abbia prevalso il buon senso. E siamo lieti di avere contribuito a questo approdo con le tante manifestazioni che, soli o con altre Associazioni, abbiamo fatto in questi mesi.

Adesso si parla di riforme costituzionali, ancora una volta, come di una priorità, però – almeno – col metodo previsto dall’art. 138 e quindi su binari costituzionalmente corretti.

Io continuo ad avere serie perplessità:

– sulla legittimazione politica di questo governo e di questo Parlamento a mettere comunque mano alla Costituzione;

– sul fatto che questa scelta sia davvero frutto di realismo; a mio parere, basta guardarsi intorno per capire che occorre mettere mano  prioritariamente ad un vero piano del lavoro ed a misure idonee a risolvere la grave crisi sociale ed a scongiurare gli effetti nefasti della disperazione ed esasperazione di tanti cittadini;

– sull’opportunità di pensare a riforme costituzionali (pur ritenendo necessarie alcune di quelle indicate) in termini di risparmio di spese anziché in termini di funzionalità o comunque in un quadro che corrisponda ad entrambe le esigenze.

Continueremo ad essere vigilanti e ad esercitare il nostro diritto alla critica, sempre costruttiva e mai associabile al disfattismo ed alla volontà distruttiva di quanti, in realtà, pensano solo agli interessi propri e non all’interesse generale.

Continueremo a fare diffusamente opera di conoscenza e di informazione sulla Costituzione e sui valori che essa esprime, considerandola sempre l’unico vero faro che può guidarci nelle temperie che sta attraversando il Paese.

                                                                                                                                                                                                         Carlo Smuraglia – Presidente Nazionale ANPI

Roma, 12 dicembre 2013

Lascia un commento

Archiviato in new

Comunicato Congiunto-11dicembre2013

Genova 11-dicembre-2013

Le forze e le componenti democratiche e progressiste genovesi hanno assistito in queste giornate al crescendo di provocazioni da parte dei manifestanti con profonda inquietudine: condividiamo il malessere generalizzato e lottiamo ogni giorno per esprimere le difficoltà delle persone ma non possiamo che dissentire su tutta la linea per toni, scopi e strumenti utilizzati dai manifestanti.

La preoccupazione per la violazione delle comuni regole di convivenza, per l’identità di chi si cela dietro ai “forconi”, si unisce alla massima solidarietà verso i problemi delle persone che scendono in piazza: anche noi siamo dalla parte di pensionati, studenti, disoccupati, immigrati, famiglie e persone in difficoltà.

Noi intendiamo parteggiare per le manifestazioni civili, che rispettano la legalità e che hanno riguardo della democrazia e dello spirito costruttivo a cui siamo chiamati come cittadini.

Ci opponiamo, invece, alle manifestazioni che si fanno scontro, che ricorrono alla violenza, anche verbale, e al danneggiamento. Tanto più che la violenza, insita in queste forme esasperate di protesta, si manifesta talora in modo inconcepibile, giungendo a proporre soluzioni totalitarie che fanno pensare agli anni più bui del nostro Paese.

Lo Stato, in qualunque sua componente deve essere imparziale e occuparsi dei diritti di tutti i cittadini, nello stesso modo. Si può, dunque, comprendere tutto, anche l’indignazione e la protesta di chi lotta per il suo lavoro, la sua famiglia, la sua piccola impresa; ma non cessando di garantire la sicurezza, la tranquillità ed i diritti di tutti e non assumendo atteggiamenti benevoli nei confronti di chi sembra rievocare il fantasma dell’Abbasso tutti, di qualunquistica memoria.

La soluzione ai problemi del Paese non passa dal disconoscimento delle Istituzioni, ma  dalla partecipazione democratica, dal coinvolgimento nella cosa pubblica e nell’integrazione: è su questo terreno che intendiamo condurre il nostro impegno civile e politico, garantendo a tutti una voce che possa portare le istanze vere, delle persone che vivono in Italia, fino ai massimi livelli istituzionali del Paese e dell’Unione europea.

Il cambiamento vero e duraturo non può che avvenire dall’interno e crediamo che questo valga tanto per l’Italia quanto per l’Europa.

Troviamo infine allarmante e sconcertante il blocco privo di regole, che ha di fatto non solo bloccato la città – obiettivo degli scioperi storici – ma impedito lo svolgersi dei più banali e fondamentali servizi di assistenza e sicurezza, compreso il soccorso medico. Ciò travalica il consueto e naturale disagio che si accompagna a ogni manifestazione, sfociando nell’inciviltà e nel danno ai cittadini stessi per cui si dice di manifestare, noi siamo per il rispetto pieno di diritti e doveri previsti dalla Carta costituzionale.

Chiediamo a tutte le forze democratiche e rispettose dei principi costituzionali e delle regole che ci siamo dati, che condividano con noi ideali e battaglie o che siano nostri rivali in politica, di presidiare i principi cardine della nostra Repubblica e della nostra convivenza civile.

Massimo Bisca, Presidente ANPI Genova

Antonello Sotgiu, Coordinatore Sel Genova

Gabriele Taddeo, Presidente ARCI Genova

Alessandro Terrile, Segretario PD Genova

Enrico Pignone, Capogruppo Lista Doria Comune Genova

Lascia un commento

Archiviato in documenti, new

Porcellum, ha vinto la Costituzione – di Domenico Gallo

La decisione della Corte Costituzionale che, accogliendo i rilievi sollevati dalla Corte di Cassazione, ha dichiarato incostituzionale il porcellum cancellando i due istituti salienti del premio di maggioranza e della lista bloccata si può commentare con un’espressione molto semplice: ha vinto la Costituzione. Ha vinto la lungimiranza dei padri costituenti che ci hanno armato la fragile democrazia riconquistata con robuste istituzioni di garanzia, la magistratura indipendente e la Corte Costituzionale che sono riuscite ad intervenire e a sanare la ferita più grave che un sistema politico impazzito aveva inferto alla democrazia costituzionale.

Non c’è dubbio che le leggi elettorali abbiano un influsso immediato e diretto su quel principio supremo della Costituzione che attribuisce la sovranità al popolo determinando la qualità della democrazia rappresentativa ed i suoi limiti. Le leggi elettorali danno contenuto al sistema politico e realizzano la Costituzione vivente con riferimento alla forma di governo, alla forma ed alla natura dei partiti politici ed alla possibilità dei cittadini di concorrere a determinare la politica nazionale (art. 49 Cost.). Lo Statuto albertino è stato distrutto dalla legge Acerbo, che ha consentito a Mussolini di prevaricare sull’opposizione ed assicurarsi la fedeltà di un Parlamento ridotto ad un bivacco di manipoli. La legge Calderoli, che assomiglia alla legge Acerbo come si somigliano due gocce d’acqua, è stato lo snodo attraverso il quale è stato fatto un ulteriore passo, dopo l’introduzione del maggioritario nel 1993, per una svolta in senso oligarchico del sistema politico, comprimendo il pluralismo attraverso la tagliola delle soglie di sbarramento e del premio di maggioranza, e consentendo ad una ristrettissima cerchia di oligarchi di determinare per intero la composizione  delle Camere, nominando i rappresentanti del popolo, senza che il corpo elettorale potesse mettervi becco. Il porcellum ha favorito una evoluzione in senso “castale” del sistema politico rappresentativo, tanto che nel senso comune coloro che dovrebbero essere i rappresentanti dei cittadini vengono percepito come una “casta”, cioè un corpo estraneo, portatore di interessi suoi propri, contrapposti al corpo elettorale di cui dovrebbero essere espressione.

La sentenza della Corte Costituzionale ha una portata epocale perchè per la prima volta sancisce con autorità di giudicato un principio di cui il sistema politico si è fatto beffa da oltre vent’anni. Che i sistemi elettorali, anche se sono dominio riservato della politica, devono essere coerenti con l’impianto costituzionale, che prevede che il voto deve essere libero (il che significa possibilità di scegliere più proposte politiche) ed uguale (il che significa che non ci deve essere un quoziente di maggioranza ed uno di minoranza, come prevede il porcellum) e conseguentemente il ceto dei rappresentanti deve essere rappresentativo della pluralità di interessi, bisogni e domande presenti nel corpo elettorale e nella società italiana poiché tutti i cittadini hanno diritto di concorrere a determinare la politica nazionale.

Ciò costituisce una delegittimazione insuperabile di tutte quelle teorie che pretendono di assegnare al sistema elettorale scopi non coerenti con la Costituzione, come la funzione di comprimere il pluralismo nella camicia di forza di un bipolarismo obbligatorio ovvero di scegliere un Governo o un Capo di Governo che non può essere cambiato sino alle elezioni successive, attribuendo un vincolo di mandato agli eletti, incompatibile con l’opposto principio sancito da tutte le costituzioni liberali. Adesso nella discussione in atto per la ricerca di un nuovo sistema elettorale, la Corte costituzionale con questa storica decisione ha gettato sul piatto della bilancia il peso della Costituzione. Spetterà a tutti noi cittadini elettori vigilare perchè il ceto politico non tradisca nuovamente la Costituzione e con essa la dignità del popolo italiano e la sua storia.

4 dicembre 2013

>>fonte>> Porcellum, ha vinto la Costituzione.

Lascia un commento

Archiviato in new

Lavoro, Resistenza e Costituzione a Bolzaneto

partigiani2

Lascia un commento

2 dicembre 2013 · 14:34