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Il Presidente Nazionale dell’ANPI sulla risoluzione del Governo di non modificare l’art. 138:

Smuraglia-ANPIIl Presidente Nazionale dell’ANPI sulla risoluzione del Governo di non modificare l’art. 138:

Siamo lieti che alla fine – anche se non troppo spontaneamente – abbia prevalso il buon senso, ma mantengo serie perplessità sulle quali ritengo necessaria un’approfondita riflessione da parte di tutti

Prendo atto della rinuncia da parte del Governo all’iniziativa di modifica dell’art. 138 della Costituzione, che avevamo giudicato molto severamente e criticamente.

Conosciamo tutti le ragioni vere di tale decisione, ma siamo lieti che alla fine – anche se non troppo spontaneamente – abbia prevalso il buon senso. E siamo lieti di avere contribuito a questo approdo con le tante manifestazioni che, soli o con altre Associazioni, abbiamo fatto in questi mesi.

Adesso si parla di riforme costituzionali, ancora una volta, come di una priorità, però – almeno – col metodo previsto dall’art. 138 e quindi su binari costituzionalmente corretti.

Io continuo ad avere serie perplessità:

– sulla legittimazione politica di questo governo e di questo Parlamento a mettere comunque mano alla Costituzione;

– sul fatto che questa scelta sia davvero frutto di realismo; a mio parere, basta guardarsi intorno per capire che occorre mettere mano  prioritariamente ad un vero piano del lavoro ed a misure idonee a risolvere la grave crisi sociale ed a scongiurare gli effetti nefasti della disperazione ed esasperazione di tanti cittadini;

– sull’opportunità di pensare a riforme costituzionali (pur ritenendo necessarie alcune di quelle indicate) in termini di risparmio di spese anziché in termini di funzionalità o comunque in un quadro che corrisponda ad entrambe le esigenze.

Continueremo ad essere vigilanti e ad esercitare il nostro diritto alla critica, sempre costruttiva e mai associabile al disfattismo ed alla volontà distruttiva di quanti, in realtà, pensano solo agli interessi propri e non all’interesse generale.

Continueremo a fare diffusamente opera di conoscenza e di informazione sulla Costituzione e sui valori che essa esprime, considerandola sempre l’unico vero faro che può guidarci nelle temperie che sta attraversando il Paese.

                                                                                                                                                                                                         Carlo Smuraglia – Presidente Nazionale ANPI

Roma, 12 dicembre 2013

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Attuare o stravolgere la Costituzione – con Domenico Gallo

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Lettera aperta del Presidente Nazionale dell’ANPI alle cittadine ed ai cittadini italiani

smuragliaRiguardo alle riforme costituzionali si vuole togliere l’ultima parola ai cittadini su una norma di garanzia costituzionale (art. 138 della Costituzione). Mobilitiamoci insieme per impedirlo. L’ANPI invita tutti il 24 novembre, nelle piazze d’Italia, per un appuntamento con la Costituzione e propone a tutte le altre Associazioni un presidio da tenere nei pressi della Camera dei Deputati nei giorni immediatamente precedenti al voto (attorno al 10-11 dicembre)”

Care cittadine e cari cittadini,

mentre si discute su tutto, sulla stabilità del Governo, sugli sbarchi in Sicilia, sulla decadenza di un uomo politico condannato con sentenza definitiva, sulla difficilissima situazione del lavoro in Italia, c’è un silenzio assordante, anche degli organi di informazione, su un tema di grande importanza perché investe la Carta fondamentale della nostra convivenza, la Costituzione.

In questo quadro, anche di diffusa indifferenza, ci si appresta a compiere uno strappo vero e proprio alla nostra Costituzione e ad impedire ai cittadini di fare sentire la propria voce. Continua a leggere

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Notazioni del Presidente Nazionale dell’ANPI Carlo Smuraglia

Smuraglia-ANPIAlla manifestazione del 26 ottobre a Bologna, davanti ad una multiforme platea, ho colto l’occasione per spiegare (ancora una volta, ma ce n’è sempre bisogno) le ragioni della nostra ferma contrarietà, rispetto non solo al disegno di legge costituzionale che “deroga” all’art. 138 della Costituzione, ma anche – nel merito – al progettato sistema di riforme costituzionali. C’è chi ci sta spiegando che non abbiamo capito, che non c’è nulla di straordinario; anzi, che in ciò che si sta facendo, anche a proposito dell’art. 138 della Costituzione, ci sono aspetti altamente positivi, così come – naturalmente – anche nel resto.

Ci permettiamo di dissentire e di insistere sulle nostre ragioni di fondo, che spiegherò ancora una volta, creando una specie di rapida sintesi che riassume e rappresenta, come diceva un grande scrittore “l’inverno del nostro scontento”

Sono andato sabato a Bologna, per una manifestazione significativa (“Con la Costituzione il nostro futuro”), promossa dal Comitato provinciale dell’ANPI di Bologna, col patrocinio dell’ANPI nazionale.

Con questa manifestazione si intendeva, prima di tutto, continuare il cammino che abbiamo iniziato col nostro documento del 18 maggio sulle “riforme costituzionali” e con le numerose iniziative delle nostre sedi ANPI provinciali da quel momento a tutt’oggi; in secondo luogo, riprendere il dialogo con le altre Associazioni con cui era stata organizzata la manifestazione del 2 giugno a Bologna, superando la breve interruzione derivata da un dissenso (nostro e non solo) sulla manifestazione del 12 ottobre, organizzata al di fuori di ogni intesa con l’ANPI e, a nostro avviso, corredata di intenti che andavano (o potevano andare) al di là del progetto originario, che era quello di combattere insieme un complesso di riforme costituzionali considerato da molti di noi e da tante associazioni come inadeguato e pericoloso, nel metodo e nel merito. Continua a leggere

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«La Carta in mano agli inaffidabili»

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(Manifesto del 26-10-2013)
Intervista a Stefano Rodotà: «Strappo all’art.138, la maggioranza si è assottigliata, per pochi voti si poteva dare la parola ai cittadini. I giochini del Pdl dimostrano che le modifiche costituzionali si faranno con chi le usa come strumenti di guerriglia parlamentare»
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Professor Rodotà, partiamo dal voto al Senato sullo «strappo» – parole sue – all’art. 138 della Carta. Per soli cinque voti al Senato sono stati superati i due terzi dei sì. Non sarà possibile fare il referendum.
Partiamo dal dato numerico: si è visto in maniera evidente che sulla modifica dell’art.138 il consenso parlamentare è molto modesto. La maggioranza non è stata compatta. Per ragioni di convenienza politica?, per schermaglie interne al Pdl? Sta di fatto che su questo passaggio grave non si può dire che ci sia una forte convinzione parlamentare. Bastava che pochi uscissero dall’aula o si astenessero perché il risultato fosse capovolto. E chi dice che una parte del Pdl ha votato strumentalmente conferma che ogni passaggio delle riforme potrà essere caratterizzato da questa strumentalità. Questa non è una maggioranza cui può essere affidata la riforma.La parte del Pd a cui voi della ‘via maestra’ vi eravate rivolti, a parte rare eccezioni, non ha risposto.
La strada scelta ha attutito la sensibilità costituzionale all’interno del Pd. Non voglio fare polemiche personali, ma sbaglia chi derubrica la modifica del 138 a passaggio tecnico. Non è così: è un fatto senza precedenti. La riforma di Berlusconi e quella dell’art.81, buone o cattive che fossero, sono state fatte rispettando la regola di garanzia.

C’è chi obietta: è una procedura sospesa solo per questa volta.
È un’obiezione strumentale. Ci si batte per il voto segreto sulla decadenza di Berlusconi con l’argomento che non si cambiano le regole a partita cominciata, ma in questo caso non vale? E dire che è stato rispettato «lo spirito» di quell’articolo non sta in piedi: se cambia la procedura si introduce una logica diversa. Si crea un precedente. Un’altra maggioranza, con intenti ancora peggiori di quella attuale, potrebbe dire: l’abbiamo già fatto. Continua a leggere

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